Politiche in Francia, en plein per En Marche

Di: FbLab FB&Associati di martedì 20 giugno 2017 18:00
Come ci si attendeva, le elezioni legislative francesi hanno dato un risultato coerente con quelle presidenziali, come del resto avviene da sempre da quando (2002) si svolgono solo poche settimane dopo di esse. Stavolta, però, le elezioni legislative hanno segnato la più clamorosa rivoluzione della rappresentanza politica francese degli ultimi decenni. Un partito integralmente nuovo, ispirato al Presidente Macron e composto per la gran parte da indipendenti o per la restante da transfughi dei due schieramenti principali, ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi dell’Assemblea nazionale e si appresta a sostenere il Governo Philippe per i prossimi, difficili, anni.
“La République en marche!” ha ottenuto il 28% dei voti al primo turno, che diventano il 32% se sommati a quelli del suo alleato centrista MoDem: una cifra davvero notevole, che svuota quasi completamente il blocco della sinistra socialista moderata (passato dal 40% al 14% rispetto a cinque anni fa) e ridimensiona nettamente anche quello della destra gollista (passata dal 34% al 21%). Un risultato che, grazie al sistema elettorale maggioritario e alla posizione centrista occupata da Macron nello scacchiere politico, si è trasformato in un vero e proprio trionfo a livello di seggi.
Più che il tracollo annunciato di gollisti e (soprattutto) socialisti, a colpire è il notevole ridimensionamento, rispetto alle presidenziali di maggio, delle due estreme: la sinistra radicale giunge sopra il 13% rispetto al 7% del 2012, beneficiando dalla crisi socialista, ma si ferma ben sotto il 19% ottenuto un mese fa da Mélenchon; il Front National, dal canto suo, fallisce clamorosamente il proprio assalto alla destra moderata, restando al 13%, addirittura lievemente sotto il proprio risultati di 5 anni fa. La Le Pen, per la prima volta eletta in Parlamento, non avrà nemmeno i numeri per formare un gruppo parlamentare. Una grossa sconfitta se si pensa che, dopo il ballottaggio dello scorso mese, il suo obiettivo annunciato era quello di diventare la principale opposizione parlamentare a Macron.
Una vittoria su tutti i fronti, quindi, per il neoeletto Presidente? Non proprio, se si osserva il secondo dato rilevante di questo doppio weekend, ovvero l’astensionismo. Oltre il 57% degli aventi diritto non si è recato alle urne al secondo turno, 13 punti percentuali in più rispetto al 2012. Un dato altissimo, che è in parte certamente spiegato dalla diffusa percezione che ci fosse un vincitore annunciato e molti perdenti in partenza, ma che fa ben comprendere quale sia il vero avversario di Macron per i prossimi anni: la disillusione e la diffidenza nei confronti della politica. Riuscire a convincere i francesi che c’è un futuro di possibile prosperità per la Francia in una l’Europa che da molti è sentita come un problema più che come una soluzione; riuscire a fare le riforme che l’Europa chiede in un paese che è tutt’altro che convinto di volerle.