#FocusPSE: FB&Associati a colloquio con Pittella

Di: FbLab FB&Associati di giovedì 13 luglio 2017 17:59

Faccia a faccia con Gianni Pittella, Presidente del Gruppo S&D al Parlamento Europeo, intervistato dal Vicedirettore del TG di LA7, Andrea Pancani.

L’iniziativa nasce dal Documento interattivo sul Partito Socialista Europeo prodotto grazie a una collaborazione tra FB Bruxelles, il Centro Studi FBLab  ed i partner di Interel, il principale network internazionale di società di consulenza in public affairs e lobbying (di cui FB&Associati è l’unico partner italiano). Ciascun partner nazionale del gruppo ha contribuito occupandosi del partito iscritto al PSE operante nel proprio paese, mentre FBLab si è concentrato sulla parte italiana, traendo da quanto emerso un quadro d’insieme. Il documento presenta, difatti, un quadro comparato dei partiti affiliati al PSE nei principali paesi europei (Italia, Germania, Francia, Inghilterra, Spagna, Grecia).

La crisi europea è iniziata come economica, ma è divenuta cronica per motivi politici. Ha fatto emergere, con modalità ed intensità inedite, differenze profonde di interessi e di vedute tra paesi membri che hanno paralizzato l’Unione, accentuando la sua attitudine formale e tecnocratica ed il suo rigorismo economico. Questo cortocircuito politico ha prodotto forti ripercussioni elettorali in tutti i paesi membri: il successo crescente dei partiti euroscettici e le sempre maggiori difficoltà delle famiglie politiche tradizionali, tra cui, in particolare, i partiti socialisti che più di tutti hanno pagato dazio in termini di consenso elettorale negli ultimi anni di crisi.

Il documento si focalizza sui seguenti punti:

  • la condizione politica generale dei principali partiti che aderiscono al PSE
  • gli attori politici chiave che li caratterizzano
  • il programma elettorale che propongono agli elettori
  • i rapporti attualmente intercorrenti tra loro ed il partito europeo di appartenenza
I partiti in questione sono il Labour (UK), il PS (Francia), la SPD (Germania), il PSOE (Spagna), il PASOK (Grecia), il PD (Italia).
Dal quadro complessivo emerge una sinistra europea immersa in una difficile fase di transizione, la cui riflessione culturale è fortemente impattata dalle conseguenze sociali della crisi e dalle difficoltà evidenziate nel fronteggiarla da parte dei Governi nazionali in carica. Una sinistra spaccata dalla persistente e comprensibile riluttanza ad allontanarsi dai propri tradizionali valori di riferimento e dagli inevitabili compromessi che, al contrario, è costretta ad accettare nel momento in cui è obbligata a gestire le ricadute di fenomeni sociali strutturali che quei valori mettono a dura prova.
Tutto questo ha trasformato in pura utopia il sogno della “terza via” socialdemocratica, che, secondo la sinistra riformista europea,  proprio in UE avrebbe dovuto trovare la propria realizzazione storica. Così, recentemente, i voti sono andati altrove ed i dati raccolti nelle varie sezioni del documento lo evidenziano chiaramente. Dove siano andati tali voti dipende poi dalle caratteristiche del contesto locale che il documento è in grado di riportare con accuratezza, grazie ai contributi provenienti dai partner europei.  Ovunque si sente forte la voglia di cambiamento rispetto al passato: in alcuni casi, essa è così dirompente da dare l’impressione di prescindere dai contenuti.
Buona visione!