Sfida all’ultimo social

Di: FBAdmin di mercoledì 28 marzo 2018 14:49

Tutti i numeri dei profili social della XVIII Legislatura

Nel periodo precedente all’insediamento delle Camere della XVIII Legislatura i nostri partner di MR&Associati hanno monitorato le pagine Facebook, Twitter, Instagram e Youtube degli eletti alla tornata elettorale del 4 marzo.

Molte le novità da sottolineare, tra queste sicuramente il dato relativo alla percentuale di neoeletti, che si aggira intorno al 60%, e l’età media dei parlamentari, che per la prima volta nella storia della Repubblica scende sotto i 45 anni. Tuttavia questo “ringiovanimento” non è del tutto coerente con il comportamento social di deputati e senatori. Se è vero che almeno 798 parlamentari eletti sono presenti su almeno un canale social, è anche vero che molte pagine appartenenti a questi politici sono inattive, numerosi sono i profili poco curati e tanti (forse troppi) sono coloro che non hanno ancora aperto i canali ufficiali.

L’analisi svolta ha interessato i profili social dei 908 parlamentari eletti con Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Partito Democratico, +Europa e Liberi e Uguali. Il monitoraggio considera il periodo che va dalla pubblicazione delle liste al 24 marzo e tutte le percentuali sono tarate in base al numero degli eletti per singolo partito.

Primo dato rilevante: quasi un quarto dei parlamentari eletti non usa Facebook e oltre un terzo non possiede un account Twitter. Instagram e Youtube sono sicuramente le piattaforme meno utilizzate, la maggioranza dei soggetti osservati, infatti, non propone i suoi messaggi sui questi due canali online legati alla condivisione di contenuti fotografici e video (il 57% dei parlamentari non ha un profilo Instagram e il 60% non possiede un canale Youtube).

Il Movimento 5 Stelle è un partito la cui natura è fin dalla nascita legata fortemente al web, ma, contrariamente a quanto si possa pensare, non si aggiudica lo stemma di top player in nessun social preso in considerazione. Certo, la presenza in rete della squadra di Luigi di Maio è sostanziosa, in particolare su Facebook (82%), ma deve sicuramente migliorare le sue performance su Twitter, dove è iscritto soltanto il 55% dei parlamentari pentastellati. Calano i dati si YouTube dove è iscritto il 39%. Maglia nera per Instagram: solo il 38% ha un account attivo e pubblico.

I numeri del Partito Democratico sono decisamente buoni. Gli eletti hanno una leggera preferenza per Twitter (87%) rispetto a Facebook (82%) ma il dato più significativo è quello di Instagram: con il 55% di presenze sulla piattaforma è senza dubbio il partito più attivo su questo social. Su YouTube compaiono solo i canali del 52% degli eletti.

Interessanti anche i numeri di Forza Italia. I candidati eletti nel partito di Silvio Berlusconi usano Twitter, Instagram e Youtube più della Lega, con la quale hanno una caratteristica comune: è praticamente scontato trovare le foto profilo dei parlamentari eletti con il proprio leader di riferimento, come a voler sottolineare il perenne endorsement.

A proposito della Lega, gli eletti tra le file del Carroccio registrano le performance più deludenti sui social: su Facebook è attivo solo il 71% dei parlamentari, su Twitter il 55% per non parlare di Youtube, il canale meno utilizzato da tutti i partiti, ma che soprattutto tra i leghisti non va molto di moda (solo il 26% ne ha uno).

Anche nella cerchia di Giorgia Meloni il canale più adoperato risulta Facebook, scelto dal 78% di questi parlamentari, seguito da Twitter (76%). Non vi è una preferenza netta tra Instagram e YouTube: i parlamentari che aprono un profilo sul primo sono il 47%, mentre sul secondo il 51%.

Seppur in minoranza tra gli scranni del Parlamento, non bisogna dimenticare Liberi e Uguali e +Europa. L’89% degli eletti con LeU ha Facebook, l’83% Twitter, il 44% Instagram e il 56% Youtube.

Infine, Emma Bonino e i suoi, dopo una campagna elettorale graficamente vivace, puntano molto sulla presenza Twitter e sui canali Youtube (100%). Le loro pagine Facebook, il cui tasso di presenza si aggira attorno al 75%, sono sempre aggiornate mentre soffrono un po’ i profili Instagram, aperti da 2 parlamentari su 4 e aggiornati saltuariamente.

Nella puntuale ricerca che abbiamo effettuato in questo periodo di sostanziale incertezza, abbiamo scovato dei punti interessanti sul comportamento social dei neoeletti. I leghisti e i rappresentanti di Forza Italia, prediligono gli account su Facebook, ma privati e quindi inutili ai fini della nostra analisi. Dall’altro lato, i pentastellati sono quasi tutti accomunati dalla scelta di etichettare le loro pagine pubbliche con la dicitura “Cittadino a 5 Stelle” a cui segue o precede il nome del deputato o senatore. Non mancano le eccezioni, come il neoeletto Presidente della Camera Roberto Fico, la cui pagina, seguita da ben 266.818 fan, riporta semplicemente il suo nome di battesimo.

Su Twitter, invece, abbondano i profili inattivi o aggiornati a intermittenza. In generale, per i parlamentari si denota una carente dimestichezza con la piattaforma dei cinguettii, come dimostrano già solo le foto profilo impostate e riciclate dai santini elettorali, preferite a una rappresentazione di sé più sciolta e meno impostata.

Esempio emblematico è la neoeletta Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che non ha canali social eccetto Twitter, dove risulta iscritta dal 2013 con il nick @ecasellati. Il suo profilo che conta 2.236  follower, non è verificato ed è stato aggiornato l’ultima volta il 27 gennaio 2014 e la foto, in cui il Presidente stringe la mano a Berlusconi, è stata scattata almeno una decina di anni fa.

Diametralmente opposto il comportamento del collega della Camera, il cui account aperto nel 2009 conta ben 91.539 follower ed è ricco di contenuti.

La nostra ricerca è stata molto più difficile su Instagram, dove la maggior parte dei profili sono stati aperti a titolo personale e fanno capo a nickname e immagini di vita privata, più complicate da ricollegare al politico in giacca e cravatta degli altri social. Inoltre, spopolano i profili privati, inutili ai fini del monitoraggio. Questo non danneggia l’affermazione del popolare social fotografico, tanto che Fico ha annunciato la sua elezione proprio pubblicando un video su questa piattaforma dove ben 22 mila follower seguono i suoi aggiornamenti.

In ultimo, peculiarità di Youtube è l’apertura di diversi canali di proprietà dello stesso parlamentare. Ci sono protagonisti del nuovo Parlamento che hanno addirittura 4 diversi account a proprio nome, poi trascurati e abbandonati in favore di nuovi.

Quest’analisi subirà sicuramente dei cambiamenti nel breve e medio periodo in quanto prevediamo che la maggior parte dei parlamentari assenti si doterà al più presto di canali social con cui comunicare più rapidamente e direttamente. Nei prossimi mesi vedremo se i parlamentari pentastellati, che finora ci hanno abituato a invettive urlate sui meme e video in loop, si ammorbidiranno in favore di una comunicazione più formale e istituzionale, così come i leghisti.

La certezza è che, nel corso di questa legislatura, il parlamento italiano diverrà man mano sempre più social.

a cura di @mgcarbotti e @AliceBlangero, MR&Associati

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