Di Maio e Salvini, i social dei leader ai raggi X

Di: FBAdmin di venerdì 27 aprile 2018 9:32

Di Maio vs Salvini, dai programmi alla partita di Governo. I social dei leader ai raggi X a più di un mese dalla tornata elettorale in un’analisi a cura dei nostri partner di MR&Associati

È passato più di un mese dall’appuntamento elettorale, con l’exploit dei 5 Stelle e la conquista di una maggioranza relativa da parte di un centrodestra a trazione leghista.

Analizzando i social di Luigi Di Maio e Matteo Salvini, si può facilmente verificare che il nodo delle alleanze è il tema maggiormente discusso online nelle ultime settimane, con un cambiamento di posizione repentino a seconda degli umori politici del giorno.

Effettuando un confronto con la campagna elettorale, Salvini ha praticamente cancellato dalla propria agenda l’idea della flat tax, baluardo della coalizione, proponendo una più generica riforma fiscale che comprenda l’abbassamento delle tasse al 15% e delle accise e l’eliminazione dello spesometro. I 5 Stelle raccolgono quest’ultimo punto e rilanciano proponendo una maggiore semplificazione burocratica, il dimezzamento dell’IRAP, la riforma dell’IRPEF, la digitalizzazione come chiave di modernizzazione. Si assiste invece a una minore continuità sul reddito di cittadinanza, di cui non si parla più.

Sul tema più caro a Salvini, l’immigrazione, il leader della Lega è deciso a mantenere le posizioni della campagna elettorale e continua ad affermare la sua contrarietà allo ius soli e il suo impegno alla difesa dei confini nazionali dall’immigrazione incontrollata e dalle “presenze islamiche organizzate”. Sul filone della politica estera, Salvini è in linea con la campagna elettorale: sui suoi social dichiara di voler cancellare le sanzioni contro la Russia, definendole un grave danno ai flussi economici nostrani, e di voler impedire all’Unione Europea di imporre nuovi sacrifici e tagli che minacciano il benessere degli italiani. Insomma, il “Capitano” non vede l’ora di governare stabilmente per 5 anni per realizzare le tante riforme promesse (fiscale, del lavoro, pensionistica, delle autonomie, istituzionale, della scuola, della sicurezza, della giustizia, per la creazione del Ministero dei disabili), ponendosi in rottura con le politiche dei governi precedenti.

Intanto, nell’attesa, proseguono il “Prima gli italiani tour” nelle Regioni chiamate al voto e il contest “Vinci Salvini”. In questa fase di consultazioni, il claim social è “Chi si ferma è perduto”. Sulla sua pagina non mancano i post, le foto, i video dalle piazze con i cittadini e i contenuti personali e familiari, che decide di condividere con la community nonostante non siano prettamente collegati a temi di rilevanza nazionale.

Di Maio predilige, come da copione, gli attacchi alla casta e le denunce dei giochi di palazzo. Chiede inoltre a gran voce un patto di governo sul modello tedesco con la Lega o con il PD e raccontando, attraverso i propri post, la creazione di un non ben definito “Comitato scientifico per l’analisi dei programmi”. Con i 5 Stelle al governo, promette su post e tweet, “l’Italia continuerà a far parte della NATO e dell’Unione politica e monetaria dell’Europa e ci sarà una particolare salvaguardia del territorio e dei patrimoni artistici e culturali, per favorire il turismo”. Dal punto di vista tematico, Di Maio scende meno nel dettaglio rispetto a Salvini, concentrandosi molto sulle vicende istituzionali e politiche che accompagnano questo particolare momento e sulla campagna elettorale in Molise e in Friuli Venezia Giulia.

Proprio queste Regionali sono viste come un appuntamento determinante per gli schieramenti politici, perché le preferenze locali divengono funzionali a sciogliere i dubbi e a capire meglio le propensioni degli elettori e dare forza a questo o a quell’altro leader nelle consultazioni. Non a caso, Salvini e Di Maio hanno battuto in lungo e in largo questi territori, dialogando con la gente del posto e documentando tutto sui loro social personali. La vittoria del centrodestra in Molise e l’attenzione mediatica che questa ha saputo convogliare è sicuramente un banco di prova interessante per una coalizione pronta a rivendicare il suo peso in chiave nazionale.

Per una panoramica generale sui numeri, abbiamo comparato il periodo precedente alle elezioni (dal 1 gennaio al 3 marzo) e quello successivo (4 marzo – 24 aprile). Nella prima fase, Salvini ha prodotto 782 contenuti su Facebook, 176 su Instragram, 1.227 tweet e 57 video su YouTube; mentre nella seconda sono 375 i post su Facebook, 69 su Instagram, 385 tweet e 12 video. I numeri di Di Maio sono leggermente inferiori. Da gennaio al 3 marzo ha pubblicato 730 post su Facebook, 208 sul social fotografico e 100 cinguettii. Dopo le elezioni, ha prodotto 267 post su Facebook, 44 su Instagram e tweet.

Per entrambi gli esponenti abbiamo individuato il post che ha ottenuto più engagement, sempre osservando le pagine social dal 4 marzo al 24 aprile. Per il leader del Movimento si tratta di una foto in famiglia nel giorno di Pasqua, invece per Salvini è il video della conferenza stampa appena dopo l’ufficializzazione dei risultati elettorali.

In conclusione, per Matteo Salvini si denota una sostanziale continuità tra la comunicazione digital precedente e successiva al voto, sia sui contenuti che sullo stile. Di Maio, invece, si focalizza sulla necessità di superare i giochi di potere per dare il prima possibile un governo agli italiani.

Le Regionali in Molise e Friuli Venezia Giulia, inoltre, scalano la classifica degli interessi dei due leader, che si impegnano attivamente offline e online sostenendo i loro rappresentanti sul territorio e declinando i temi nazionali in termini locali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

a cura di @mgcarbotti, MR&Associati

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