Economia, M5S e Lega a confronto

Di: FBAdmin di mercoledì 2 maggio 2018 12:01

Il nostro Paese sconta alcune difficoltà sul fronte della finanza pubblica che l’Europa non si esime dal ricordarci costantemente. Ne abbiamo discusso con l’on. Claudio Borghi (Lega) e la sen. Barbara Lezzi (M5S), membri delle Commissioni speciali di Camera e Senato. Si ricorda che l’on. Borghi è altresì responsabile economico della Lega.

Quale linea di politica economica, a suo avviso, dovrebbe tenere il nostro Paese nei confronti delle richieste di Brussels?
LEZZI
– La Commissione Europea ritiene fondamentale che l’Italia si attenga ai target di bilancio, riduzione di deficit e debito, ma la stessa Europa ci dice per l’Italia che la pressione fiscale troppo alta rappresenta un freno allo sviluppo e che bisogna adottare misure contro la povertà. Noi ci troviamo in un Paese con un alto debito pubblico, dove il numero di persone a rischio povertà è in aumento, abbiamo una pressione fiscale tra le più alte in Europa, con gli investimenti, motore dell’economia, per creare lavoro in costante calo. La linea di politica economica che il nostro Paese dovrebbe tenere nei confronti di Bruxelles è di essere consapevoli che l’elevato debito pubblico rappresenta un macigno per il nostro Paese, specie nella prospettiva di un restringimento delle politiche monetarie espansive da parte della BCE e di un aumento dei tassi di interesse che incidono non poco sul nostro bilancio. Bisogna anche essere consapevoli che se non si trovano gli spazi finanziari (anche attraverso una seria Spending Review) per fare gli investimenti, per ridurre le tasse e per combattere le disuguaglianze non se ne esce. Quindi fare bene i compiti a casa è importante, ma altrettanto importante è riscrivere il tema in Europa, per esempio pensando anche ad uno strumento Europeo che rilanci gli investimenti, lo si chiami sint bond, euro bond. L’austerità non porta da nessuna parte.

BORGHI – Dal mio punto di vista bisogna capire se di fronte abbiamo ignoranza o malafede.
Se fosse ignoranza non è un problema, o quantomeno devi fare un’attività didattica, spiegare a Brussels che le politiche economiche da loro imposte per l’Italia sono dannose e che, se il loro interesse fosse quello di far calare il rapporto debito/pil, non è con l’austerità che si ottiene questo, ma effettuando politiche espansive; se fosse malafede a quel punto è utile saperlo, nel qual caso devono riportare la loro posizione in modo chiaro.
Fatto sta che quello di cui abbiamo bisogno – ripeto – sono politiche espansive.

L’esame del Documento di Economia e Finanza costituisce la prima occasione di confronto nel nuovo Parlamento sui temi economici. Qual è l’opinione che il suo partito si sente di esprimere sulle politiche economiche messe in atto dal Governo uscente negli ultimi mesi?
LEZZI – Il Governo uscente, come i precedenti, ci lasciano una pesantissima eredità, in particolare un rapporto debito/Pil e deficit/pil su cui avevano sbagliato le previsioni e l’enorme macigno delle clausole di salvaguardia con cui il DEF deve fare i conti.

BORGHI – Il DEF rappresenta esattamente il contrario di quello che pensiamo sia giusto fare. Non dimentichiamo che è un DEF a politiche invariate, include ad esempio l’aumento dell’Iva e non mi pare ci sia consenso su questo punto da parte di tutte le forze politiche attualmente in campo. E’ un po’ curioso pensare di licenziare un Documento che include un aspetto su cui tutti sono contrari. Se aumenti l’iva il giorno dopo siamo in recessione, ciò è dannoso, occorrono politiche utili. Non nascondo che ci sono dentro anche altri aspetti che rendono il DEF paradossale: uno tra tanti, il concetto secondo cui dobbiamo far arrivare più migranti per far scendere il debito pubblico.

Anche alla luce di queste prime occasioni di confronto parlamentare, pensa che sui temi economici ci potrà essere una maggioranza effettivamente coesa in questo Parlamento?
LEZZI – Noi quando parliamo di contratto da sottoporre alle forze politiche parliamo proprio di questo. Chi sente la responsabilità verso il paese e l’arduo compito da affrontare si faccia avanti.

BORGHI – Sono convinto che ci potrebbe essere, ma non dimentichiamo che le votazioni hanno una componente politica, non solo economica. Se a parole io ho sempre pensato che il Movimento 5 Stelle fosse assolutamente a favore dell’abolizione del pareggio di bilancio in Costituzione, ma il famigerato studio curato dal Prof. Della Cananea porta come premessa della parte economica il contrario, voi capite che c’è una lieve contraddizione. Se manteniamo le cose così, dal nostro punto di vista non possiamo mettere in atto un vero cambiamento. L’aspetto politico è imprescindibile.

In chiusura, penso che si sia dato troppo spazio alle iniziative politiche altrui, sarebbe l’ora di dare spazio a chi ha dimostrato di essere il vero vincitore relativo alle elezioni del 4 marzo scorso, ma assoluto dopo il risultato delle regionali in Friuli Venezia Giulia. Mi auguro, quindi, che il Presidente Mattarella si decida a conferire l’incarico a Matteo Salvini.

a cura di FBLab

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