Le dinamiche dei Gruppi parlamentari

Di: FBAdmin di giovedì 31 maggio 2018 17:22

Una lettura delle dinamiche parlamentari attraverso uno studio di FBLab sui passaggi di gruppo avvenuti alla Camera nel corso della scorsa legislatura.

Nelle dinamiche istituzionali della maggior parte dei Parlamenti giocano un ruolo fondamentale i Gruppi parlamentari, ovvero ‘associazioni’ di parlamentari all’interno di una data Camera (in Italia devono essere dotati di un proprio Statuto, debitamente approvato e sottoscritto), che rappresentano all’interno del Parlamento il partito politico per il quale i parlamentari sono stati eletti. La corrispondenza tra Gruppi parlamentari e partiti politici non è così stringente, in quanto esponenti di partiti diversi possono confluire in uno stesso Gruppo, come parlamentari di uno stesso partito possono formare Gruppi diversi. Esiste un numero minimo di parlamentari per la costituzione di un Gruppo (in Italia 20 per la Camera e 10 per il Senato) e i parlamentari che non dovessero trovare una propria collocazione all’interno dei Gruppi, e per motivi numerici non essere in grado di creare un Gruppo proprio (es. minoranze), vengono d’ufficio assegnati al cosiddetto Gruppo Misto.

La struttura dei Gruppi parlamentari si riflette all’interno di tutte le istituzioni deputate allo svolgimento delle attività parlamentari e in particolare nelle Commissioni. Si hanno quindi numerose cariche parlamentari relative ai Gruppi, sia in Aula che nelle Commissioni, che rappresentano posizioni di controllo di estremo interesse per chi svolge l’attività di analista delle dinamiche parlamentari: i presidenti dei gruppi in Aula e i capigruppo nelle commissioni possono ad esempio condizionare pesantemente le agende dei lavori, gli orientamenti del proprio Gruppo, in definitiva l’esito di qualsiasi iniziativa politica.

L’adesione ad un Gruppo da parte di un parlamentare non è un dato definitivo nel corso di una legislatura: il divieto costituzionale di un ‘vincolo di mandato’ per il parlamentare garantisce che questi sia indipendente e libero di dissociarsi dalle direttive del partito per il quale è stato eletto, o del Gruppo di cui fa parte, dovendo il parlamentare rispondere del suo operato solo al suo elettorato. Generalmente l’abbandono di un Gruppo da parte di un parlamentare implica la sua adesione al Gruppo Misto, salvo il caso in cui un altro Gruppo ne accetti immediatamente l’iscrizione.

Nella mappa in figura sono riportati tutti i passaggi di gruppo che sono avvenuti nella Camera nel corso della XVII legislatura (2013-2018). I colori indicano il gruppo originale di appartenenza del deputato alla sua presa di incarico e permettono di seguire i flussi dei parlamentari tra i vari gruppi nel corso della legislatura. Ad esempio, dei 21 deputati usciti dal gruppo M5S si può osservare uno di essi aderire al gruppo SI-SEL-POS, passando per il Gruppo Misto, e successivamente iscriversi al neonato gruppo Art.1-MDP-LeU, questa volta per adesione diretta (senza passare per il Gruppo Misto).

La complessità della mappa mostrata registra lo svolgersi del dibattito parlamentare, le dinamiche delle correnti di partito, delle secessioni, degli accordi (di Governo o meno), della trattativa politica e di interessi che hanno animato l’attività legislativa svoltasi nella legislatura. Fornisce un’idea anche del vasto e certosino lavoro di chi si occupa di relazioni istituzionali.

Questo che mostriamo è un documento ormai del passato, ma può anche suggerire considerazioni sul futuro della nuova legislatura, sulla ricerca di maggioranze, e quindi Governi, stabili.

a cura di FBLab

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