Contratto di Governo, a che punto siamo?

Di: FbLab FB&Associati di lunedì 17 giugno 2019 11:51

Nell’ambito delle trattative per la formazione del primo governo della XVIII legislatura, Movimento 5 Stelle e Lega hanno prodotto un documento, noto come “Contratto di Governo”. Attorno a tale base politico-programmatica è nato quindi il 1° giugno 2018 il Governo Conte.

Tra i propositi programmatici tradottisi in provvedimenti (“semaforo verde”) in quest’anno di governo, dal versante Lega si segnalano anzitutto quelli su pensioni e sicurezza mentre il Movimento 5 Stelle è riuscito ad approvare una riforma al centro della sua campagna elettorale del 2018, ovvero l’introduzione del Reddito di Cittadinanza. “Semaforo verde” è inoltre arrivato, nei primi giorni di aprile 2019, su un altro tema al centro delle priorità politiche dei grillini: l’introduzione nell’ordinamento italiano della cd. class action.

Le misure sulle quali le forze di governo sono impegnate in negoziati in vista della loro approvazione (“semaforo giallo”) risentono fisiologicamente dell’exploit elettorale del Carroccio alle europee di fine maggio. Nella cosiddetta ‘Fase due’ del Governo Conte, la Lega ha già proceduto all’approvazione del Decreto Sicurezza Bis in occasione del Consiglio dei Ministri dello scorso 11 giugno. L’offensiva del Carroccio non è tuttavia destinata a fermarsi: con l’implementazione della Flat Tax, già in funzione per le partite IVA fino a 65mila euro, si intende estendere entro il 2020 la tassa piatta anche alle restanti partite IVA nonché alle famiglie con redditi fino a 50mila euro.

In questo quadro sembra risentirne l’azione di governo del Movimento 5 Stelle: l’introduzione del Salario Minimo è al momento ferma in prima lettura al Senato mentre sul pacchetto di Riforme Costituzionali inserite nel Contratto di Governo, tra le quali l’introduzione di un più specifico vincolo di mandato per i parlamentari, non si sono registrati per il momento significativi passi in avanti, se non l’approvazione in prima lettura del DDL costituzionale volto alla riduzione del numero dei parlamentari e di quello che introduce il referendum propositivo.

Fermi al palo, (“semaforo rosso”), risultano anche altri provvedimenti cari al M5S: in primis, la riforma del processo penale, della quale il Ministro della Giustizia grillino, Alfonso Bonafede, ha promesso l’implementazione entro la fine del 2019. Il DDL sulla pubblicizzazione integrale del servizio idrico, noto come “Acqua pubblica”, espressione delle istanze più identitarie del Movimento, è invece bloccato presso la Commissione Ambiente della Camera, dove subisce il “veto” politico dell’alleato leghista, per il momento non disponibile a trattare sulla riforma.

Vedi l’infografica FBLab

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